sabato 27 marzo 2010

Brevettare un software (1)

Molti credono che brevettare un programma per computer non sia possibile in Europa.
Invece non è proprio così. Un software è brevettabile solo se ha alcuno effetto esterno. Cosa vuol dire?
Che il programma deve in qualche modo modificare qualcosa nella realtà esterna al computer. Facciamo un esempio: un videogioco non ha alcun effetto esterno perché, a parte il bimbo stressato, non succede nulla: il computer non esercita alcun effetto esterno.
Altro esempio: un software che esegue una procedura di riconoscimento di un oggetto, in base alla quale invia un segnale elettrico ad un braccio meccanico che fa qualcos'altro, è brevettabile. Infatti il programma ha un effetto esterno: muove il braccio di un robot. Lo stesso vale per tutti i software contenuti nelle centraline elettroniche di un auto (l'auto si muove) o della lavastoviglie.
Insomma non tutto è brevettabile ma non tutto è escluso da brevettabilità: dipende dall'effetto esterno.

venerdì 26 marzo 2010

Cosa ne pensate di Google Patents?

Google Patents è sorto nel 2006 e in brevissimo tempo è diventato uno delle banche dati brevetti più usate al mondo.
Il sistema è completamente gratuito, usa dei criteri di ricerca propri, cioè diversi da quelli di altri database, quali ad esempio l'Ufficio Brevetti Statunitense. Inoltre è molto rapido e le figure sono integrate e possono essere viste online e copiate grazie allo strumento "clip tool". Un altro vantaggio di Google Patents è quello che permette delle ottime ricerche per parole chiave.
Gli svantaggi sono invece che purtroppo include solo brevetti americani e la sicurezza. Google Patents infatti resta un sito commerciale e come tale monitora le attività dei loro utenti. Secondo Wolfgang Pitch, il direttore principale del centro informazioni dell'EPO, il sito Google Patents è vulnerabile. Cioè una ricerca usando Google rischia di farci scoprire dalla concorrenza*. Un fatto in teoria possibile perché Google memorizza le ricerche di ciascun utente in modo permettergli di trovare ciò che cerca più rapidamente, d'altro canto però sul sito di Google Patents vi è una lunghissima nota che descrive come vengono trattati i dati personali e ne garantisce la riservatezza. Un altro punto negativo, comune alla maggior parte delle banche dati brevetti gratuite, è che non è disponibile alcuna funzione di analisi brevettuale.

Cosa ne pensate? Scrivete la vostra esperienza personale con Google Patents, indicando:
  • la maneggevolezza: è facile da usare?
  • la praticità: trovate subito ciò che cercate?
  • quale strategia di ricerca usate?
  • secondo voi, il sito presenta dei bug?
Scrivete liberamente la vostra opinione, questo è un blog non un testo universitario.


*Fonte: Pilch, Wolfgang: Patent Information News, Issue 1/2007

** Fonte dell'immagine: http://www.google.com/patents

giovedì 25 marzo 2010

Top 5: inventori famosi

  • Leonardo da Vinci (1452-1519). Geniale artista a livello mondiale e inventore della prima macchina volante, del carro armato e della tuta da palombaro, è forse l'icona stessa dell'inventore.



  • Thomas Edison (1847-1931). L'inventore americano è associato all'invenzione della lampadina, ormai parte della nostra vita quotidiana. Edison è famoso per molte altre invenzioni che gli permisero di creare un impero economico dai suoi tanti brevetti. Fu certamente tanto abile come uomo d'affari, così come Leonardo lo fu come artista.


  • Antonio Meucci (1808-1889). L'inventore nel 1845 si trasferì a New York, dove inventò ma non brevettò il telefono, perché al tempo si ritrovava in ristrettezze economiche. Fu copiato da Bell che cinque anni più tardi brevettò l'invenzione soffiandogli l'idea. Un monito per tutti gli inventori in erba.



  • Johannes Gutenberg (1394-1468). La sua pubblicazione più importante, la Bibbia, è nota a tutti ed è l'inventore più famoso in Germania. Insieme alla scoperta dell'America, la sua invenzione rivoluzionò la società del XV secolo: la stampa a caratteri mobili permetteva infatti di stampare in modo molto più economico e diffuse così la stampa in Europa.


  • Timothy John Berners-Lee (nato nel 1955). Il nome del fisico inglese è meno famoso degli altri quattro, ma la sua invenzione è nota a tutti: Internet. Fu lui a concepire il World Wide Web, il progetto globale dell'ipertesto, e nel 2004 la Regina gli ha concesso il titolo di Sir della Corona Inglese.

mercoledì 24 marzo 2010

Cosa ne pensate di Espacenet?

Il sito Espacenet è la banca dati istituita dall'Ufficio Europeo Brevetti. Il suo obiettivo è quello di fornire ai singoli individui e alle piccole e medie aziende, che non possono permettersi dei mezzi sofisticati di ricerca brevettuale a pagamento, una banca dati gratuita.
Il punto forte di Espacenet è la banca dati DOCDB / INPADOC che che viene aggiornata dai paesi stessi, per questo ricopre brevetti provenienti da altre 80 nazioni. Come il motore di ricerca dell'Ufficio Brevetti Americano e Google Patents, il sito inoltre dispone della funzione "image mosaics" con la quale sono visibili milioni di documenti in formato originale.
Espacenet non permette un'analisi statistica dei brevetti trovati né alcuna funzione più complessa di analisi brevettuale.

Ma cosa ne pensano gli utenti internet?
Se volete scrivere una recensione sul sito, scrivete un commento in cui indicate:
  • la maneggevolezza: è facile da usare? Gli strumenti di ricerca sono comprensibili?
  • la praticità: trovate subito ciò che cercate?
  • Espacenet offre quattro tipi di ricerca diversi: semplice, avanzata, per numero e per classi. Quale tipo di ricerca preferite? Quale usate più spesso?
  • secondo voi, il sito presenta dei bug?
Pensate che Espacenet sia efficace a trovare il vostro brevetto dal labirinto di milioni di documenti? Fate la vostra valutazione.

martedì 23 marzo 2010

Prima d'iniziare la ricerca brevetti

Vogliamo trovare un brevetto su Espacenet o Google Patents, ma non sappiamo come fare. Prima di cominciare a cercare un brevetto conviene osservare i seguenti punti:

Conoscere le regole per brevettare
Un inventore deve conoscere prima le regole da rispettare per brevettare. Altrimenti non si potrà decidere se nel suo caso vale la pena affidarsi ad uno specialista per brevettare. Queste sono:
  • brevettabilità, solo le invenzioni tecniche possono essere brevettate. Le scoperte, un quadro, un colore, un'idea per fare affari sono concetti astratti che non possono essere brevettati.
  • novità, cioè nessuno deve aver inventato la stessa cosa prima di noi.
  • originalità, un'invenzione oltre a essere diversa dallo stato dell'arte, cioè nuova, deve avere un contenuto innovativo rispetto ad esso. Un auto blu non è originale rispetto la stessa auto rossa, precedentemente inventata da qualcun'altro.
Conoscere gli obiettivi della ricerca
Una ricerca cambia a secondo dell'obiettivo proposto. Qual'è il vostro? Difesa da contraffazione, studio della concorrenza oppure proteggere un'idea nuova?

Conoscere lo "stato dell'arte"
Chi fa ricerca, dovrebbe già conoscere i prodotti del settore all'avanguardia, comunemente usati.
Il ricercatore deve avere un background tecnico tale da capire il contenuto di un brevetto, così da evitare di rileggere ciò che è già noto nel settore tecnico.

lunedì 22 marzo 2010

Concorso per inventori creativi

The Weak Shop, un sito che offre una serie di invenzioni strane in vendita online, è a caccia di nuove idee.
Per questo motivo ha creato un un concorso al quale tutti possono partecipare. Ogni mese le idee più creative saranno premiate con un iPod, una telecamera o MP3 player Sony.
Partecipare è facile. Basta inviare una descrizione della propria invenzione (max 150 parole) e allegarne un'illustrazione.
Il sito, apparentemente stupido, usa una strategia di marketing nuova ed aggressiva: attraverso delle invenzioni strane incoraggia i bambini a bere più latte. Tra le invenzioni assurde meritano di essere citate: il porta-borsellino, l'imbocca-cibo, e la racchetta col manico estensibile (così da non dover correre da una parte all'altra del campo di tennis).

domenica 21 marzo 2010

Inventa per una multinazionale americana

P&G Connect and Develop è un programma di collaborazione con le piccole e medie imprese organizzato dalla Procter and Gamble, la famosa multinazionale che produce detersivi e pannolini per bambini.
La società americana, infatti, è disposta a collaborare con le PMI di tutto il mondo nello sviluppo di prodotti innovativi. Per partecipare bisogna innanzitutto leggere quali sono i loro bisogni. Andando alla pagina "Browse P&G's Needs" è possibile leggere una lunga lista di licenze o prodotti che la società acquisterebbe da aziende esterne. Ad esempio, una delle ultime richieste, del 15 gennaio 2010, riguarda imballaggi flessibili per i loro prodotti. Qualora abbiate inventato o producete già una cosa del genere potrete contattarli attraverso il link "Submit your innovation" e, in caso di interesse, vendergli la licenza.
Ricordo che conviene sempre prima tutelarsi con il brevetto e poi diffondere le proprie idee/prodotti in larga scala, perché vi è un detto che dice: "pesce grande mangia pesce piccolo"

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